Il Nuovo Piano Transizione 5.0 – Iperammortamento sostiene gli investimenti delle imprese italiane nella digitalizzazione dei processi produttivi, nelle tecnologie avanzate e nell’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. La misura prosegue il percorso avviato con i Piani Transizione 4.0 e 5.0, ma sostituisce la precedente logica dei crediti d’imposta con una maggiorazione fiscale del costo dei beni acquistati. L’obiettivo è accompagnare il sistema produttivo verso modelli più innovativi, efficienti e sostenibili, rafforzando allo stesso tempo la competitività delle aziende. Gli investimenti agevolabili devono essere effettuati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028.
Come funziona l’Iperammortamento
L’agevolazione consiste nella maggiorazione del costo di acquisizione dei beni strumentali nuovi, riconosciuta esclusivamente ai fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria. Non si tratta quindi di un credito d’imposta utilizzabile in compensazione tramite modello F24, ma di una deduzione fiscale extracontabile che permette di ridurre il reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi. Il beneficio è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 e disciplinato dal decreto attuativo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 7 maggio 2026, che definisce requisiti, procedure, comunicazioni e documentazione necessaria.
Quali investimenti possono essere agevolati
Il Nuovo Piano Transizione 5.0 – Iperammortamento riguarda investimenti destinati sia alla trasformazione tecnologica delle imprese sia alla produzione sostenibile di energia. In particolare, possono rientrare nell’agevolazione:
- beni materiali strumentali nuovi tecnologicamente avanzati, compresi nell’Allegato IV alla Legge n. 199/2025;
- beni immateriali, software e sistemi digitali inclusi nell’Allegato V;
- macchinari e tecnologie interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura;
- impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, anche a distanza;
- relativi sistemi di accumulo e stoccaggio dell’energia.
Per gli impianti destinati alla produzione di energia elettrica, la potenza deve essere dimensionata sui fabbisogni effettivi dell’impresa e non può superare il 105% del consumo energetico medio annuo della struttura produttiva, calcolato sulla base dell’esercizio precedente.
Le percentuali di maggiorazione previste
La misura dell’agevolazione varia in funzione dell’importo complessivo dell’investimento. Per i beni materiali tecnologicamente avanzati e per gli impianti destinati all’autoproduzione di energia rinnovabile è prevista una maggiorazione del costo del 180% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro. Per la quota superiore a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro, la maggiorazione è pari al 100%, mentre per la quota compresa tra 10 e 20 milioni di euro è riconosciuta una maggiorazione del 50%. Il meccanismo consente quindi di aumentare il valore fiscalmente deducibile dei beni e di ottenere un vantaggio distribuito durante il periodo di ammortamento.
Chi può richiedere il beneficio
Possono accedere al Nuovo Piano Transizione 5.0 – Iperammortamento tutte le imprese residenti in Italia e le stabili organizzazioni di soggetti non residenti con sede nel territorio nazionale. L’agevolazione è riconosciuta indipendentemente dalla forma giuridica, dalle dimensioni aziendali, dal settore economico di appartenenza e dal regime adottato per la determinazione del reddito d’impresa. La finestra temporale pluriennale, valida fino al 30 settembre 2028, permette alle aziende di programmare con maggiore certezza interventi complessi, come l’acquisto di macchinari interconnessi, la digitalizzazione delle linee produttive e l’installazione di impianti fotovoltaici o di altre tecnologie rinnovabili per l’autoconsumo.
Domande tramite la piattaforma GSE
La piattaforma telematica del Gestore dei Servizi Energetici – GSE è operativa dal 12 giugno 2026 per la prenotazione delle agevolazioni. Le imprese devono trasmettere le comunicazioni relative alla prenotazione, all’avanzamento e al completamento degli investimenti, utilizzando i modelli standardizzati disponibili sul portale. La documentazione deve indicare i beni acquistati, i costi sostenuti, la data prevista di entrata in funzione o di interconnessione e la maggiorazione applicabile. L’effettività e la conformità degli interventi devono inoltre essere dimostrate attraverso una perizia tecnica asseverata e una certificazione contabile. Con uno stanziamento complessivo di 9,8 miliardi di euro, il Piano rappresenta uno dei principali strumenti nazionali per sostenere innovazione, efficienza energetica, fonti rinnovabili e competitività del sistema produttivo.
Per approfondire il tema, rinnoviamo l’invito a contattare lo Sportello Energia del Comune di Padova prenotando un appuntamento telefonico con una consulente o un consulente qualificato.